michel de montaigne

Citazioni

Questa sezione raccoglie le citazioni di Montaigne da autori antichi e moderni.
I numeri di pagina (collocati fra parentesi) si riferiscono all'edizione in due volumi degli "Oscar" Mondadori, Milano, 1970, a cura di Fausta Garavini (prima edizione Adelphi, Milano, 1966).

Chi può dir com'egli arde è in picciol fuoco.
[in italiano nel testo: Petrarca, Rime, 170]. (14)

Curae leves loquuntur, ingentes stupent.
["Le preoccupazioni lievi parlano, quelle gravi tacciono": Seneca, Phaedra, 607]. (15)

Calamitosus est animus futuri anxius.
["Sventurato è l'animo preoccupato dal futuro: Seneca, Epistole, 98]. (17)

Curatio funeris, conditio sepulturae, pompa exequiarum magis sunt vivorum solatia quam subsidia mortuorum.
["La cura dei funerali, la scelta della sepoltura, la pompa delle esequie sono più di consolazione ai vivi che di aiuto ai morti": Sant'Agostino, Civitas Dei, I, XII]. (24)

Quaeris quo iaces post obitum? / Quo non nata iacent.
["Ti domando dove sarai dopo la morte? / Dove sono i non nati": Seneca, Troades, 407-8]. (25)

Onc ne furent à tous, toutes graces données.
["Mai a tutti furono date dutte le grazie": La Boétie, Vers françois, XIV]. (47)

Morsque minus poenae quam mora mortis habet.
["E la morte è meno dolorosa dell'attesa della morte": Ovidio, Heroides, X, 82]. (68)

Fortuna vitrea est; tunc cum splendet frangitur.
["La fortuna è di vetro; quando risplende s'infrange": sentenza di Publilio Siro]. (81)

Faber est suae quisque fortunae.
["Ognuno è artefice della propria fortuna. Frase proverbial, Pseudo-Sallusti, De re publica, I, I]. (81)

Non esse cupidum pecuniam est, non esse emacem vectigal est.
["Non essere avido è una ricchezza, non essere smanioso di comprare è un reddito": Cicerone, Paradoxa, VI, III]. (84)

Scilicet ultima sempre / Expectanda dies homini est, dicique beatus / Ante obitum nemo, supremaque funera debet.
["Bisogna sempre attendere l'ultimo giorno d'un uomo, e nessuno può esser detto felice prima della morte e del rito funebre": Ovidio, Metamorfosi, III, 135-137]. (98)

Omnem crede diem tibi diluxisse supremum. / Grata superveniet, quae non sperabitur hora.
["Pensa che ogni giorno sia l'ultimo che risplende per te. / Sopraggiungerà gradita l'ora che non speravi": Orazio, Epistole, I, IV, 13-14]. (110)

Quid brevi fortes iaculamur oevo / Multa?
["Perché in così breve tempo, audaci, formiamo mille progetti": Orazio, Odi, II XVI, 17-18]. (112)

Nascentes morimur, finisque ab origine pendet.
["Nascendo moriamo, e la fine comincia dall'inizio": Manilio, Astronomica, IV, 16]. (119)

Usus efficamissimus rerum omnium magister.
["L'abitudine è potentissima signora di tutte le cose": Plinio, Naturalis Historia, XXVI, 2]. (140)

Nil adeo magnum, nec tam mirabile quicquam / Principio, quod non minuant mirarier omnes / Paulatim.
["Niente è tando grande, niente tanto mirabile dapprima, che a poco a poco non si guardi con minor stupore.": Lucrezio, De rerum natura, II, 128-130]. (151)

Obest plerumque iis qui discere volunt auctoritas eorum qui docent.
["L'autorità di coloro che insegnano nuoce spesso a coloro che vogliono imparare": Cicerone, De natura deorum, I, V]. (197)

Verbaque praevisam rem non invita sequentur.
["Se si possiede l'argomento, le parole verranno facilmente": Orazio, Ars poetica, 311]. (224)

Plus sonat quam valet.
["Fa più chiasso di quanto vale": Seneca, Epistole, 40]. (227)

Omnino amicitiae, corroboratis iam confirmatisque ingeniis ed aetatibus, iudicandae sunt.
["Le amicizie si possono giudicare completamente quando i caratteri e le età si sono rafforzati e consolidati": Cicerone, De amicitiza, XX]. (250)

Mihi sic usus est; tibi, ut opus est facto, face.
["Questo è il mio sistema; tu, fai come ti pare": Terenzio, Heautontimorumenos, 80]. (256)

Nil ego contulerim iucundo sanus amico.
["Finché avrò senno, nulla per me sarà paragonabile a un dolce amico": Orazio, Satire, I, v. 44]. (257)

Sunt qui nihil laudent, nisi quod se imitari posse confidunt.
["Ci sono persone che non lodano nulla, eccetto quello che credono di poter imitare": Cicerone, Tusculanae disputationes, II, I]. (301)

Carpamus dulcia; nostrum est / Quod vivis: cinis et manes et fabula fies.
["Cogliamo i piaceri; nostro è il tempo della vita: non sarai che cenere e ombra e una vana parola": Persio, V, 151-152]. (323)

La fama, ch'invaghisce a un dolce suono
Gli superbi mortali, e par sì bella,
E' un'eco, un sogno, anzi d'un sogno un'ombra
Ch'ad ogni vento si dilegua e sgombra.

[in italiano nel testo: Tasso, Gerusalemme liberata, XIV, 63]. (333)

Dum abset quod avemus, id exuperare videtur / Caetera; post aliud cum contigit illud avemus, / Et sitis aequa tenet.
[Finché ciò che desideriamo ci sfugge, ci sembra che valga più di ogni altra cosa; se lo otteniamo, desideriamo qualcos'altro e un'eguale sete ci possiede": Lucrezio, De rerum natura III, 1082-1084]. (400)

Malum consilium est, quod mutari non potest.
["E' una cattiva decisione, quella che non si può cambiare": sentenza di Publilio Siro citata da Aulio Gellio, XVII, XIV]. (427)

Magnum rem puta unum hominem agere
["Credimi, è molto difficile essere sempre lo stesso uomo": Seneca, Epistole, 120]. (435)

Rebus in adversis facile est contemnere mortem:
Fortius ille facit qui miser esse potest.

["Nelle avversità è facile disprezzare la morte: è più coraggioso colui che sa sopportare la miseria": Marziale, XI, LVI, 15-16]. (472)

Cui malus est nemo, quis bonus esse potest?
["Per colui secondo il quale nessuno è cattivo, chi può essere buono?": Marziale, XII, LXXX, 2]. (492)

Nullum scelus rationem habet.
["Nessun crimine è fondato sulla ragione": Tito Livio, XXVIII, XXVIII]. (501)