Raccomando ai miei posteri
(se ne saranno) in sede letteraria,
il che resta improbabile, di fare
un bel falò di tutto che riguardi
5 la mia vita, i miei fatti, i miei non-fatti.
Non sono un Leopardi, lascio poco da ardere
ed è già troppo vivere in percentuale.
Vissi al cinque per cento, non aumentate
la dose. Troppo spesso invece piove
10 sul bagnato.
È la poesia che conclude il Diario del '71 e del '72 ed ha la
forma del testamento, anche se negativo, come ben si conviene al
poeta del "non".
Il poeta non ha nulla da lasciare, se non la raccomandazione che i
posteri, nell'eventualità che esistano, facciano un falò dei "fatti"
e dei "non-fatti" della sua vita. La raccomandazione non riguarda le
opere, ma, appunto, la vita, e pare indirizzata ai futuri biografi,
alle prese con un materiale assai povero ("lascio poco da ardere");
in questo senso il nome di Leopardi è molto significativo, trattandosi
del poeta attorno al quale c'è stato un vistoso fiorire di studi
biografici, a causa del rapporto subito istituito tra le dolorose
vicende esistenziali e la poesia. Dire "non sono un Leopardi" non
significa dunque proporre un paragone per un giudizio di valore sulla
propria poesia, ma indicare il maggior caso letterario della
connessione di poesia e autobiografia: per quanto lo riguarda, egli
è sempre vissuto "in percentuale" ("al cinque per cento"). Eppure sarà
proprio questa assenza dalla vita ad attrarre i futuri critici
biografici, che saranno fortemente tentati di far partire di qui la
comprensione della poesia montaliana.
Analizziamo qualche espressione in dettaglio.
v. 2 "se ne saranno": tante volte Montale ha detto di non attribuire molta importanza alla sua poesia; perciò è perfettamente sincero quando si mostra abbastanza scettico circa il fatto di avere dei posteri "in sede letteraria".
v. 5 "i miei nonfatti": che sono la parte maggiore di una vita nella quale mancano del tutto le vicende vistose, le prese di posizione, gli atteggiamenti di richiamo; senza contare la dichiarata volontà del poeta di tenere sempre in disparte tutto ciò che riguardava la sua vita privata.
v. 6 "lascio poco da ardere": appunto perché è sempre vissuto "in percentuale" e ha sempre avuto lo scrupolo di lasciare fuori dalla sua vicenda poetica la propria vita, le cose da affidare al falò saranno ben poche. Con Montale - erede in questo della linea crepuscolare-gozzaniana - è davvero finita la tradizione romantica del poeta in quanto tale. Quanto alle carte, ha provveduto in gran parte da solo a farne dei falò.
v. 8 "non aumentate / la dose": cioè, non artificialmente.
v. 9 "piove / sul bagnato": modo di dire comune, per indicare abbondanza di cose simili che capitano a chi già ne subisce a sufficienza. Qui, vuole dire che si dedica attenzione a cose che non ne richiedono (come, appunto, la biografia del poeta).