aprimi il tuo opaco velo


Aprimi il tuo opaco velo
di
Gianni Regalzi


      Gioia fugace, dolore, affanno
      su questa diabolica altalena - la vita -.
      Sussurri, forti suoni e brezza marina
      e uragani, frustano l'attesa d'un momento
5    che forse mai verrà.
      E la tua voce manca, manca il tuo sorriso,
      manca la tua lacrima e quel sospiro
      subito spento nel suo nascere - mi manca -.
      Bussa violenta la mia Poesia
10  non può abortire,
      necessita il profumo della tua pelle,
      della tua eburnea pelle,
      dei tuoi d'Inferno crini
      che tanto m'han sofferto
15  e forse un solo istante m'han gioito.
      Dammi la chiave, fammi entrare
      nelle tue inaccessibili mura
      e aprimi il tuo opaco velo:
      non posso più soffrire.

[Alessandria, 26 agosto 2005]


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