fiore, mio fior


Fiore, mio fior
di
Gianni Regalzi


      Come la goccia al gelo si fa neve
      e cambia veste e muta la sua forma,
      anch'io così, in questo tempo greve,
      mi guardo indietro e non ritrovo l'orma.

5    Muta d'innanzi a me m'appar la strada;
      vedo soltanto volti sconosciuti,
      straniero ciò che vedo e, ovunque vada,
      si mutano in eterno i miei minuti.

      Fiore virente un giorno in mente avevo,
10   fiore appassito ormai ho nella mano
      e nell'amaro calice ora bevo.

      Fiore dal capo chino per l'inverno,
      fiore, mio fior sei diventato vano
      s'è aperta ormai la porta del mio Inferno.

[Alessandria, 29 Novembre 2005]


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