ad a. che legge i vetri

Ad A. che legge i vetri
di
Elettra Repetto


      D'improvviso mi prestasti
      il tuo stupore
      e raccogliemmo l'addio
      di un giorno nei nostri occhi,
5    meravigliati dai profili delle idee
      fiammeggianti.

      Ti scoprii
      amante dei tappeti di parole,
      studioso attento delle onde,
10   pescatore di silenzi.

      Mi parlasti del mondo in musica
      mentre la notte inghiottiva il tempo
      tu, sedotto da una chitarra;
      trepidante, a volte come naufrago,
15   ti ascoltai parlarmi
      di fuochi sul mare,
      della prigionia dell'incerto,
      dell'ebbrezza della scoperta, di parole nuove
      in una città non più straniera,
20  della tua nostalgia.

      Commovente trovai la passione per la vita
      delle tue mani e del tuo sorriso,
      la tua insaziabile fame del bello.

      "Riempiti gli occhi"
25   mi dissi
      e vidi l'infinità
      riflessa tra i miei piedi.

[Lirica inedita, marzo 2011]


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