ai sassi di matera


Ai Sassi di Matera
di
Davide Riccio


      Non molto
      è passato il tempo
      che da qualche decennio
      ci divide
5    dall'abitare degli avi
      in tuguri e grotte
      con la stalla
      per millenni:
      era la vergogna nazionale
10   dei Sassi di Matera
      venti figli nell'antro
      e un mulo,
      l'acqua nella conca
      sul capo delle donne
15   in via crucis
      giù per l'affaccio
      sulla Gravina.
      Lavoro bracciantile,
      costretta ignoranza,
20   mortalità dimezzante,
      vicinato sussidiario
      in dura legge di costumi;
      ma i signori
      nelle case palazziate
25   a fregi e merletti
      e concubine
      come Dio volle e dispose.
      Cinquant'anni soltanto
      ora sono
30   dallo scavare nel pieno
      al costruirlo nel vuoto
      di nuove povertà cittadine.

      Non molto
      è passato il tempo
35   da quel tempo;
      perciò mi è rimasta
      consistenza
      di stessa roccia tufacea
      in cui scavare il vuoto
40   nel riempirci di oggi
      e tentare un ritorno
      o un asceterio.

      E non molto è passato
      il tempo
45   che da meno tempo ancora
      ci divide
      da altra vergogna nazionale:
      è Pasolini odiato,
      perseguitato,
50   morto ammazzato
      in memoria di fango durevole

      senza

                 Passione

                       di Cristo.

[Lirica inedita, luglio 2007]


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