L'antica canzone di Pizzomunno e Cristalda
di
Davide Riccio
Pizzomunno
era un bel giovane pescatore,
di vero amore
lo amava Cristalda.
5 La loro storia io vi narro
per lungo e per estenso
a cercarvi un senso.
Pizzomunno pescava
la seppia e la sardella
10 con la nassa e il bertovello;
Cristalda aspettava
che la barca da sola
non tornasse alla cala
come funesta una canzone.
15 In mezzo al mare azzurro
Pizzomunno le sirene
di sé fece innamorare.
"Vieni" gli dicevano,
"ti daremo l'amore
20 come a Ulisse die' Calipso
e vivrai senza morire mai".
Pizzomunno,
che però Cristalda amava,
tricche e ballacche
25 si negava alle baldracche
di farinello puzzolente *.
"Non me ne faccio niente
di amor che non ricambio,
ché a così scambio infelice
30 vivrei come un morire eterno".
Questo dice l'audace
Pizzomunno
in lieta sicurtà
quando Natura **
35 predace promette
e ancora non smette
di ingannarlo di giovane beltà
senza un tarlo del pensiero.
Cristalda aspettava,
40 Pizzomunno pescava
fino al giorno in cui le sirene,
offese e poi furiose
per non ricevere il suo bene
e la calma del pene,
45 dalla proda ghermirono
la bella bionda annegandola.
Pizzomunno di ritorno
ovunque d'intorno
la cercò inutilmente
50 fino a uscirsene di mente.
Pietrificato dal dolore
fu Pizzomunno
in quel noto monolite
bianco e assaissimo cazzuto
55 sulla punta più ad est
oggi a Vieste nel Gargano.
Si sgretolò
anche l'isola di sua vita,
tutto tornò
60 nell'oceano del tutto
con tutto rimescolato
sotto l'impietosa regia
del genoma e dell'entropia ***
contro cui non resta
65 che il racconto
per lungo e per estenso
a cercarvi un senso.
NOTE
All'inizio di Vieste si erge un monolite alto circa 25 metri chiamato Pizzomunno, che è il simbolo stesso della cittadina garganica. Si racconta che al tempo in cui era solo un villaggio di poche capanne abitate da pescatori, vivessero a Vieste un giovane di nome Pizzomunno e una fanciulla di rara bellezza di nome Cristalda. I due giovani si innamorarono senza che nulla al mondo potesse separarli. Pizzomunno ogni giorno andava a pesca con la sua barca e le sirene si innamorarono di lui fino a offrirgli l'immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante. Pizzomunno però amava Cristalda e rifiutò sempre la profferta. Una sera, mentre Cristalda attendeva sulla spiaggia il ritorno del compagno pescatore, le sirene, colte da un raptus di gelosia, la aggredirono e la trascinarono nelle profondità del mare. Al suo ritorno Pizzomunno la cercò invano. Il giorno dopo i pescatori ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome. La leggenda racconta ancora che ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore.
* Farinello puzzolente (stinking goosefoot), Chenopodium vulvaria, dal greco chen, chenòs = oca, e poùs, podòs = piede, per la forma delle foglie, astate e spatolate. Vulvaria da vulva, perché in passato era usata nell'isterismo come antispasmodico. Sinonimi: brinaiola, connina. Pianta erbacea diffusa in tutta Italia, maggiormente in Puglia e Basilicata, dall'odore fetido di pesce marcio.
** Richiamo alla poesia "A Silvia" di Giacomo Leopardi: O natura, o natura, / Perché non rendi poi / Quel che prometti allor? Perché di tanto / Inganni i figli tuoi?.
*** Si invecchia perché alla natura non interessa quello che ci succede dopo l'età riproduttiva. Fa tutto per portarci a quella nelle condizioni psicofisiche ottimali e poi ci abbandona… a noi stessi, o meglio al processo casuale degli eventi… Esiste infatti a questo proposito una legge fondamentale di natura… il secondo principio della termodinamica che sancisce l'inevitabile, continuo aumento dell'entropia, cioè del disordine del mondo nel suo complesso. …A noi piace l'ordine e la forma ordinata, alla natura il disordine e il mescolamento progressivo di tutto con tutto (Da "Il male, storia naturale e sociale della sofferenza" di Edoardo Boncinelli, Mondadori).