piccola poesia dei surrogati


Piccola poesia dei surrogati
di
Davide Riccio


      Amo il suono
      dei temporali in lontananza
      e dirlo
      come il percuotere
5    una lastra del tuono.

      Amo il profumo
      delle foglie del pomodoro
      e dirlo
      come profumatore spray
10   da vero intenditore.

      Amo la pioggia col sole
      sul marciapiede
      e dirlo
      come il vetro riciclato
15   nell'asfalto brillante.

      Amo il morbido malto
      del whisky di Scozia
      e dirlo
      pur vagamente
20   in un distillato di birra.

      Amo il grooming
      sulla schiena a caccia del comedone
      e dirlo
      come bolle microcisti
25   che scoppiano del pluriball.

      Amo la poesia
      che di ogni senso è un surrogato
      e dirlo
      come niente di nuovo
30   a parte il Bitublock.

      Dei Titanici non mi importa,
      emorragie di acciaio
      sotto l'oceano.
      Siate inglesi
35   o si salvi chi può!

[Lirica inedita]


indietro