oh moleskine

Oh Moleskine
di
Pier Paolo Silvestri


      Oh Moleskine, oh Moleskine...
      tu mi guardi etereo e navigato
      discreto e avido,
      ma arido è ora il pensiero che
5    percorre questa tratta e
      che solca questo corpo.

      Bagno di folla,
      torre che nasconde il suo sole,
      incudine e martello,
10   spazi angusti e
      tempi dilatati.
      Oh Moleskine
      il tuo tempo è segnato e
      il tuo spazio è saturo.
15   Ne basta poca, ora,
      di inquietudine improduttiva
      per penetrarti e per colmarti.

      Danzatori elsinorei e depresse secessioniste
      rieccheggiano in quest'aria
20   di fredda primavera,
      di lontana estate,
      di dichiarato dolore,
      di accarezzato amore.

      Il viaggio si è spezzato, e
25   il parabrezza frantumato
      mi taglia anima e corpo
      e schegge impazzite brillano
      come i suoi occhi che,
      assassini,
30   vomitando tempesta e sputando sofferenza,
      implorano aiuto in faccia
      a questa faccia.

      ... A questa faccia.
      Ma quale faccia?
35   Che faccia rappresenta quella che
      si specchia in te, su questo treno,
      oh Moleskine,
      e non ritrova nè te nè se stessa?

      Gioco. Senso. Simulacro. Dolore. Scissione. Fuga.
40   Il cerchio si chiude. Sempre.
      E io ne resto fuori.
      Resto al di qua di questo finestrino sigillato.
      E adesso...
      E adesso in questi spazi dilatati e
45   in questi tempi angusti
      danza, liberata,
      l'angoscia
      quando secca è la sua bocca e mentre alla mia
      non è concesso che un ricordo del lievissimo sapore
50   di quella saliva incolore, fuggevole e sua.

      Oh Moleskine,
      anonimo custode
      di questo piatto di niente,
      di quest'arida sostanza,
55   di questo improbabile aedo,
      di quest'anima inclinata...
      Tu lo sai: io non conosco Aristotele
      e della medietà ne faccio un pacchetto
      e lo dono ai giusti, ai quieti.
60   E tu lo sai: non conosco nemmeno chi torna da Cartagine e
      sai che stasera qualcuno cammina.

      Cammina sotto stelle riciclate,
      sotto un cielo violato,
      sopra colline che non danzano più, e cammina lontano,
65   molto lontano da poetici, inebetiti cipressi.

      Oh Moleskine, oh Moleskine,
      dov'è finita la poesia,
      il fremito, l'illusione?

      Abiurare, impotente.
70   Impotente, rinunciare.

      Questa è la poesia,
      oh Moleskine,
      che lascio a te.
      A te unico, ultimo, mio fedele, silenzioso guardiano.

[Lirica inedita]


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