Solo e pensoso i più deserti campi
di
Francesco Petrarca

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      Solo e pensoso i più deserti campi
      vo misurando a passi tardi e lenti;
      e gli occhi porto, per fuggir, intenti
      dove vestigio uman l'arena stampi.

5    Altro schermo non trovo che mi scampi
      dal manifesto accorger de le genti;
      perché negli atti d'allegrezza spenti
      di fuor si legge com'io dentro avvampi:

      sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
10  e fiumi e selve sappian di che tempre
      sia la mia vita, ch'è celata altrui.

      Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
      cercar non so, ch'Amor non venga sempre
      ragionando con meco, ed io con lui.

      [da Rime, Longanesi, Milano, 1976]



METRO: Sonetto con schema di rime ABBA ABBA CDE CDE

In questo sonetto, uno dei più celebri del Canzoniere, compaiono alcuni temi ricorrenti della poesia di Petrarca: la ricerca della solitudine, il contatto con la natura, il pudore dei propri sentimenti.
Il poeta vaga per la campagna in cerca di luoghi deserti perché altrimenti chiunque, osservando la tristezza dei suoi gesti e del suo volto, si accorgerebbe che egli è innamorato. Ma se riesce, in tal modo, a tener nascosto agli uomini il proprio sentimento, questo è così forte e evidente che non può essere celato alla natura; e per quanto selvaggi siano i luoghi in cui il poeta fugge, Amore lo accompagna ovunque e "ragiona" con lui.


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