la scrofa

La scrofa
di
Antonio Stangherlin


      Succhiava l’allegra compagnia
      dal ridondante petto
      il latte materno.
      Setole bianche cute rosa,
5    la corpulenta scrofa,
      distesa su un fianco
      tra segale e paglia,
      l’assecondava.
      Ingombrava di traverso
10  tutta la tiepida serena
      stalla, la premurosa:
      di qua il grugno
      oppresso dal rialzato trogolo,
      di là il ben disceso
15  posteriore calcato sul muro.

      Nel nido di calore
      il maialino evirato
      dai denti tagliati
      e reciso il codino, gemette.
20  A lui era impedito
      vincere la groppa
      e unirsi alla festa.
      Ma pronta la mamma ritrasse
      le zampe davanti distese,
25  s’avvitò dolcemente sul tronco
      per non far male ai piccini,
      e più che poté si rizzò.
      Con grande fatica
      piegò la testa spaziosa
30  finché la concavità
      del naso e della fronte
      concesse il varco invocato.
      Attese con rassegnazione
      e poi si ricompose,
35  con le stesse prudenze di prima,
      per non far male ai piccini.
      Borbottò e brontolò
      e riprese a sonnecchiare.

[Lirica inedita]


indietro