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L'artista
Le mie canzoni vanno viste non tanto nel quadro della musica leggera o da ballo, quanto in quello della musica popolare. Il sentirne una di seguito all'altra riunite in un long playing, spero contribuirà a chiarire maggiormente questo punti, cui evidentemente tengo molto. Infatti io penso che, al di là di un eccessivo conformismo nei testi poetici, al di là di fatture musicali più o meno di moda, la musica popolare resti pur sempre il mezzo più valido per esprimere reazioni e sentimenti in modo schietto, sincero e immediato.
[Dalla copertina del primo LP, pubblicato nel 1962]
Anche la canzone può servire a far pensare.
[Durante il dibattito sulla canzone di protesta tenuto al Beat '72 nel novembre 1966. Poi riportato da "Cronaca", n. 7, del 16/02/1967]
Io ho preso una strada che a me sembra buona e non la mollo. Anzi mi sembra tanto buona che vorrei avere un pubblico sempre più grande, immenso, tutto quello che con i mezzi industriali oggi è possibile raggiungere. E il giorno in cui riuscissi a farcela, e ad avere questo pubblico dalla mia, state pure certi che non lo inviterò a volare nel blu dipinto di blu.
[Durante il dibattito sulla canzone di protesta tenuto al Beat '72 nel novembre 1966. Poi riportato da "Cronaca", n. 7, del 16/02/1967]
Canterò finché avrò qualcosa da dire, sapendo che c'è chi mi sta a sentire e applaude non soltanto perché gli piace la mia voce ma perché è d'accordo con il contenuto delle mie canzoni. E quando nessuno vorrà più stare ad ascoltarmi, bene, canterò soltanto in bagno facendomi la barba. Ma potrò continuare a guardarmi nello specchio senza avvertire dispresso per quello che vedo.
[Citato in Aldo Fegatelli Colonna, Luigi Tenco. Vita breve e morte di un genio musicale, Mondadori, Milano 2002, p. 46]
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