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In anni ormai lontani, Gilbert Paraschiva incontrò casualmente Totò e...

Mi trovavo a Torino il 26 Febbraio 1965, nello stabilimento discografico della FONIT-CETRA per lo stampaggio della canzone vincitrice del Festival di Acerra (“Il Pulcinella d’Oro”) di quell’anno, presentato dal collega e amico Enzo Tortora e vinto dalla voce nuova del cantante partenopeo GINO MONTESI proprio con una canzone da me scritta (musica e parole), “AMMORE FURASTIERO”, quando ebbi la graditissima sorpresa di trovarmi faccia a faccia col più caratteristico e simpatico comico che l’Italia abbia mai avuto: il grande TOTO’, che si trovava colà per incidere la sua famosa “’A LIVELLA”.
Siccome già da allora avevo fatto una versione in italiano della stessa, ma così soltanto per farla ascoltare nel corso di alcune mie presentazioni nelle piazze del Nord, mi avvicinai al Principe e Gli dissi cosa ne pensasse qualora io la incidessi in lingua anziché in vernacolo.
Mi disse: “Come narratore può andare e anche quella voce che vuoi camuffarti da marchese austro-ungarico non mi dispiace ma “‘o scupatore” è napulitano e napulitano addà resta!”. Al che io dissi che se avessi fatto io anche la parte dello spazzino sarei stato un grande artista perché il napoletano mio era storpiato e otto anni di permanenza a Napoli non erano stati sufficienti a farmelo imparare in maniera eccellente. Lui, molto magnanimamente mi disse: “Beh, allora se ti vuoi togliere ‘sto sfizio la parte napoletana la farò io!". Ed io: “Principe, le faccio un regalo: ho sentito che lei ha inciso l’intero disco senza sottofondo mentre, nella mia versione, avendo qui il mio pianista, farò eseguire in sordina una canzone che ormai il mondo conosce: “MALAFEMMENA”. Vai Maestro!”.
Associando il ricordo dell’incisione de “’A LIVELLA” a quella di “AMMORE ANNASCUSO” ho potuto risalire alla data precisa dell’incontro con Totò che, in caso contrario, non mi sarei mai e poi mai potuto ricordare a distanza di 43 (diconsi quarantatré) anni.
Guardando il retro del disco, riscopro un’altra mia canzone che avevo completamente dimenticato e la cui parte letteraria, manco a farlo apposta, era stata scritta da un caro amico di San Felice a Cancello, Gigino Martinisi: “LUNTANO ‘A ‘NA FEMMENA ‘NGRATA”, mai più prevedendo che questa canzone dedicata alla sua donna di allora, dopo oltre 40 anni, potesse essere tranquillamente dedicata alla donna che il 3 Dicembre 2006 ha abbandonato, senza alcun giustificato motivo, me e la sua adorata cagnetta Bijou che per 10 anni aveva cresciuto con amore!
Tornando alla produzione dei dischi “GILBERT RECORD” (Stampaggio FONIT-CETRA), per la cronaca dirò che il disco di quell’occasione era il quinto da me prodotto. Due anni dopo (1967) produssi l’undicesimo dal titolo “SOLA” e fu in quell’anno che nacque la grande amicizia fra il sottoscritto ed il noto poeta e paroliere LUCIANO SOMMA ma fu anche l’anno, purtroppo, della morte del più grande e simpatico comico che l’Italia abbia mai avuto: il simpatico e generoso Principe ANTONIO DE CURTIS (in arte: TOTO’).

Gilbert Paraschiva, 1 novembre 2008

Bene: cliccando sullimmagine sottostante è possibile ascoltare la fantastica versione de 'A livella, in cui lo stesso Gilbert, oltre alla voce recitante, interpreta la parte del "nobile Marchese" mentre Totò dà vita a "Gennarino, 'o scupatore"...


'a livella, interpretata da gilbert paraschiva e totò

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