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47 morto che parla


Regia: Carlo Ludovico Bragaglia
Soggetto: dall'omonima commedia di Ettore Petrolini
Sceneggiatura: Age, Scarpelli, Marchesi, Metz, Manzari
Produzione: Produzione Films Cinematografica, Roma
Durata: 89 minuti

INTERPRETI E PERSONAGGI
Totò (il barone Antonio Peletti )
Silvana Pampanini (Marion Bonbon )
Dante Maggio (Dante Cartoni )
Adriana Benetti (Rosetta )
Aldo Bufi Landi (Gastone )
Mario Castellani (il colonnello Bertrand de Tassiny )
Carlo Croccolo (il cameriere Gondrano )
Arturo Bragaglia (il sindaco Triburzi )
Tina Lattanzi (Susanna, sua moglie )
Gildo Bocci (il macellaio )
Eduardo Passarelli (il farmacista )
Danielle Benson (a moglie del farmacista )
Franco Pucci (il dottore )

ALTRI INTERPRETI
Diana Lante, Rita Andreana, Totò Mignone, Gustavo Serena, Armando Annuale, Gigi Reder, Mary Gonzales, Mara Morgan, Marilyn Miller, Elsa Pavani, Mario Galli, Patricia Deren.



SOGGETTO
Il barone Antonio Peletti è così avaro che, pur avendo ricevuto in eredità dal padre una fortuna in oro e gioielli, conduce una vita miserabile nascondendo accuratamente in una cassetta il suo tesoro. A un certo punto si invaghisce di una graziosa cameriera, Rosetta, non sapendo che ella è innamorata del figlio Gastone. Alle beghe familiari si aggiunge la preoccupazione derivante al barone dal sindaco e da altri notabili del paese, i quali, per impossessarsi della famosa cassetta, ordiscono una burla a suo danno, facendogli credere di esser morto per aver assunto erroneamente una forte dose di veleno. Così il barone, convinto di trovarsi nell'aldilà, rivela il proprio segreto. Scoperto poi l'inganno, con la complicità di una soubrette, finge di essere il fantasma di se stesso per farsi restituire la cassetta dal sindaco. Ma il tesoro finisce nelle mani dell'astuta canzonettista, la quale scappa col proprio amante. Nel frattempo, però, Gastone aveva svuotato la cassetta tenendo per sé la sua parte di eredità per sposare Rosetta, e consegnando il resto al sindaco per la costruzione di una scuola. L'avaro barone resta così a bocca asciutta.

NOTA
Il film è liberamente ispirato all'omonima commedia teatrale di Ettore Petrolini, anche se il personaggio è assai lontano da quello della commedia e si avvertono contaminazioni con "L'avaro" di Moliere. Totò ricco e avaro è uno dei suoi "tipi" classici.


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