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San Giovanni decollato
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Regia: Amleto Palermi
Soggetto: da "San Giovanni decullatu" di Nino Martoglio
Sceneggiatura: A. Palermi, C. Zavattini, Aldo Vergano
Produzione: Liborio Capitani per Produzione Capitani
Durata: 88 minuti
INTERPRETI E PERSONAGGI
Totò (Mastr'Agostino Miciacio)
Titina De Filippo (Concetta, la moglie)
Silvana Jachino (Serafina, la figlia)
Franco Coop (don Raffaele il barbiere)
Osvaldo Genazzani (il fidanzato di Serafina)
Bella Starace Sainati (nonna Provvidenza)
Eduardo Passarelli (Orazio, il lampionaio)
Augusto Di Giovanni (don Peppino Esposito)
Mario Siletti (l'amministratore)
Giacomo Almirante (il pretore)
Oreste Bilancia (testimone al processo)
Peppino Villani (inquilino del vaglia)
Peppino Spadaro (mastro Vincenzo, il calzolaio)
Grazia Spadaro (Rosalia)
Dina Romano (la cartomante)
ALTRI INTERPRETI
Emilio Petacci, Renato Chiantoni, Gorella Gori, Raffaele Balsamo.
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SOGGETTO
Il ciabattino Agostino Miciacio ha una fanatica devozione per
un quadro del Battista situato nel cortile del palazzo di cui è
portiere. Le sue preghiere, unite a riti rumorosi, infastidiscono non
solo la moglie Concetta, ma anche gli inquilini, che lo accusano di
disturbare la quiete pubblica.
Viene così processato ma, prosciolto per seminfermità mentale, può
tornare a casa. Qui, una notte riesce a strappare un bottone dal
panciotto di un uomo che ruba l'olio della lampada votiva. Inoltre,
la sua tranquillità è
turbata da don Peppino, il guappo del quartiere, che vorrebbe imporgli
come genero il lampionaio Orazio; ma Serafina, la figlia di Agostino,
è innamorata di Giorgio, un laureando in giurisprudenza, col quale
fugge in Sicilia, rifugiandosi a casa dei futuri suoceri.
Qui, per assistere alle nozze, giungono anche Agostino e la moglie.
Giunge anche, per impedirle, il guappo Peppino, ma Agostino,
accorgendosi del bottone mancante al suo panciotto, riesce a
smascherarlo e indurlo alla fuga. Così, Giorgio e Serafina possono
finalmente sposarsi.
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