preleva il banner TOTÒ, IL PRINCIPE DEL SORRISO
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La televisione


Il latitante     Il tuttofare     Il grande maestro
Don Giovannino     La scommessa     Totò ciak
Totò a Napoli     Totò yè yè     Premio Nobel


La fortuna televisiva di Totò inizia relativamente tardi. La sua prima apparizione in TV risale infatti all'aprile 1956, allorché, sulla scia del successo ottenuto dal film Totò lascia o raddoppia?, partecipò alla celeberrima trasmissione condotta da Mike Bongiorno.

Totò fu poi ospite, nel 1958, de "Il Musichiere" di Mario Riva, amico di vecchia data col quale aveva lavorato in alcune riviste nei primi anni del dopoguerra. Durante quella trasmissione Totò si lasciò scappare un "Viva Lauro!" che lasciò interdetto l'amico-conduttore, il quale esclamò: "Totò!", e lui di rimando: "A me piace Lauro". Si era in prossimità delle elezioni politiche, e i dirigenti democristiani della Rai mal digerirono il fatto che un personaggio così popolare come Totò inneggiasse al capo del partito monarchico. Così, per vari anni [beh, oggi succede anche di peggio!], il Principe non fu più chiamato in televisione, se non per qualche rapida intervista come quella rilasciata a Lello Bersani nel 1963 (per il rotocalco televisivo "TV7"), nella quale, fra il salotto e la cucina della sua casa ai Parioli, si sdoppiava nei due parsonaggi del principe De Curtis e Totò. L'intervista si chiudeva con la recita, alta e toccante, de "'A livella".

Nel 1965 Totò partecipò alla trasmissione di varietà più popolare di quel periodo: "Studio Uno".

Nel 1966 partecipò ancora a "Studio Uno", in cui ebbe una lunga performance con Mina, che cantò una sua canzone. Inoltre, col fido Mario Castellani, recitò la scenetta di "Pasquale".

Nell'autunno di quello stesso anno girò anche nove spot pubblicitari per la Star, che andarono in onda in "Carosello".

Pochi giorni dopo la sua scomparsa, andò in onda la serie televisiva "Tutto Totò", composta da mediometraggi che in parte riprendevano sketch celebri (ad esempio, nell'episodio "Il tuttofare", con la scena del parrucchiere, già presente in "Il più comico spettacolo del mondo") e in parte adattavano il personaggio Totò in contesti narrativi attuali, come ad esempio nell'episodio "Totò yè yè" (con lui e Mario Castellani a confrontarsi con il mondo giovanile degli anni 60). Questi gli episodi della serie:
Il latitante
Il tuttofare
Il grande maestro
Don Giovannino
La scommessa
Totò ciak
Totò a Napoli
Totò yè yè
Premio Nobel
Va però segnalata la notizia del ritrovamento di un episodio mai trasmesso: "Totò a Natale".

Ma il programma più completo che sia stato mai realizzato su Totò è certamente "Il pianeta Totò", nel quale vengono evidenziate la straordinarietà del personaggio e la vastità della sua opera. Di questa serie di trasmissioni sono andate in onda tre edizioni, tutte rivedute e corrette, negli anni 1981 (30 puntate), 1983 (25 puntate) e 1988 (25 puntate). Curatore del programma era Giancarlo Governi, che all'arte di Totò ha dedicato altri preziosi lavori, e precisamente: "Totò, un altro pianeta" (15 puntate) nel 1993; "Tocco e ritocco" (4 puntate) nel 1994; "La vita del principe Totò" (2 puntate) nel 1995; "Omaggio a Totò" nel 1997; "Totò cento" (2 puntate) nel 1998.

Fra le altre trasmissioni dedicate a Totò dalla Rai possiamo ricordare "W Totò" (1987), condotta da Nanni Loy per Rai2, e "Caro Totò, ti voglio presentare" (1992), in 4 puntate, condotta da Renzo Arbore per Rai1.

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