Sognavo d'essere, un tempo,
Un grande portiere:
Sulla maglia avevo il numero uno
E, per di più, segnavo tante reti.
5 Ora quel tempo non c'è più, Filippo. *
È perduto,
Come perduti sono gli anni
Che passano anche quando
Fanno finta di stare fermi,
10 Che ancora non pesano,
Ma peseranno.
Allora vado,
Il treno parte fra un minuto;
Ci salutiamo, ci rivediamo,
15 Quando vivo, io ti vivo
E guardo.
Solo che
C'è bisogno di chiarezza
Altrettanto bisogno
20 Che a volte si ha di una carezza
E di pace;
C'è bisogno di intermezzi
E di serenità,
Di sciocchezze e di galanterie.
25 Ma allora,
Sempre in moto come i treni?
Vedi, io dico che amo,
E poi dico che sogno
E tante altre parole;
30 Vedi, non dico mai
Quello che sono.
Prima di ricominciare
Con le parole messe a caso
Io scrivo:
35 C'è bisogno di chiarezza,
Est opus claritate,
Anche tu, sì, anche tu
Anche tutti
40 C'è bisogno di chiarezza
Altrettanto bisogno
Che a volte si ha d'una carezza
E di un pugno;
C'è bisogno di storpiare
45 Parole troppo serie,
Di vivere come se il sole
Ballasse con la luna
E illuminasse a giorno
Le vie che altri per noi hanno tracciato.
* Filippo era un mio caro amico di quei tempi. Ci siamo un po' persi di vista. Ora insegna fisica quantistica all'università di Urbino
1 aprile 1983
["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Eppure m'è impossibile tacere]