le scarpe del poeta


Le scarpe del poeta*
di
Riccardo Venturi


      Vedete quelle scarpe che battono il selciato?
      Sono scarpe normali,
      Scarpe da bancarella,
      Con la suola sfondata e la tomaia desueta:
5    E dentro c'è un poeta.

      Le scarpe per terra accanto al letto,
      Nella nottata furiosa
      Di pesante ischpiratzione,
      Pronte nell'etere a fare il gran balzo:
10   Non esiste poeta scalzo.

      Da anni, da secoli vive nell'aria
      Lontano da sguardi crudeli,
      Corroso dalla bramosia
      Di finire appeso ad un nodo scorsoio:
15   Il poeta fa vita di cuoio.

      E il poeta ha sempre ventiquattr'anni,
      Molti meno delle sue scarpe;
      Il mondo sa andare all'inverso
      Ma lui santifica a certa afasia
20   E indulge a certa follia.

      E le poesie gli calzano a pennello
      Con le stringhe delle Muse;
      Quando alla fine dei tempi
      Giungerà sulle alte cime del Parnàso
25   Il poeta avrà scarpe di raso?

      Vedete che allora non sono poeta,
      Io che sto sempre in ciabatte;
      Non sono un fanciullo che piange **
      Non morirò presto, morire fa male,
30   Morire può esser letale.

      Vedete che allora non sono poeta,
      Ché spesso mi tolgo i calzini;
      Parole e parole, quest'azzurro gioco
      Che scalzo continuerò a fare
35   Buttando le scarpe nel mare.

       * Nel 1987 mi accadde una cosa potenzialmente micidiale: comincio a pensare di essere diventato un poeta. Ohibò. Per fortuna c'è sempre l'antidoto a queste malsane convinzioni. Un giorno vado in libreria e ne esco con le poesia di Costantino Kavafis. Comincio a leggerle, e rimango basito. Sbalordito. Un Poeta. Monto sull'autobus. Scendo in piazza San Marco e mi prende una crisi irrefrenabile di risate. Ma di risate. Così nascono Le scarpe del poeta, che è in definitiva una catartica e gigantesca presa per il culo di me stesso.

       ** Ovvia citazione della Desolazione del povero poeta sentimentale di Sergio Corazzini.


      1987

["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Eppure m'è impossibile tacere]


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