Onde solide


Onde solide
di
Riccardo Venturi


      C'è un mare che, a volte, fa spavento
      Ed è consolazione del dolore.
      Lontana qualche luce; sia una nave
      O un'isola che aspetta taciturna.

5    Ed è consolazione del dolore;
      Ti rende parte d'un disegno immenso
      Che ad altri non dischiudono le ore
      Del giorno vittorioso che s'annuncia.

      Mi riconosci sempre; sono quello
10   Che ha traversato notti e indugia ancora
      Sul suo ponte di sogni, a mezza strada
      Lanciando sassi per veder gli spruzzi

      E sono quello che non t'abbandona
      Compagno negli sguardi senza niente,
15   Per questo litorale di dicembre
      Vestito d'illusioni e di diniego

      Ed è consolazione del dolore
      Quel mare giù, che romba senza fine;
      Ed ho sentito un ballo d'allegria
20   E i suoni accavallarsi nell'oscuro

      Ed ho sentito battere la vita
      In ogni pietra, in ogni goccia fredda;
      C'è musica stanotte, la ascoltiamo
      Coi sensi addormentati di chi ondeggia

25   Nel liquido corposo del silenzio,
      Ed è consolazione del dolore;
      E scendere, salire. Rimanere
      In questa melma limpida per ore

      Man mano che si faccia strada il sole
30   Rendendo forma al mondo e ai suoi profili;
      Ed aspettare lievi un'altra notte
      Svanendo nella corsa a quel che sia.

["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Livorno, 1997-1998]


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