sei gatti


Sei gatti
di
Riccardo Venturi


      La scalinata giù, che mena al fosso
      E le cantine; mio paesaggio usuale.
      Per ogni grado un gatto; sono sei
      In questa notte che s'annuncia vuota.

5    E son dodici occhi e un'aria forte,
      Sto fermo senza fare alcun rumore;
      Chissà se mi vorranno per figura
      Seppur perdente dell'antica lotta.

      Ma un frùscio d'un qualcosa; ed ecco andati
10   Sei gatti unisonanti in qualche buco.
      Mi siedo su un gradino a immaginare
      Che cosa sarei stato, o sono stato.

["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Livorno, 1997-1998]


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