terzultima preghiera


Terzultima preghiera
di
Riccardo Venturi


      Chi sto pregando, no, non lo sapete
      E forse non lo so nemmeno io;
      Ma è un fluido pensare che mi coglie
      E men che mai lo capirebbe Iddio
5    E men che niente in fondo gli ho da dire
      In questa quasi-notte o tarda sera,
      E non innalzo al cielo le parole
      Ma a un inquietante mare un poco terra

      Io credo di non essere importante,
10   lo credo fermamente e lo professo;
      Ma camminando sotto la darsena
      In questa quasi-notte o tarda sera
      Ho visto l'impossibile ed il tutto
      Lottare a spada tratta per qualcosa
15   Che vedo bene ma non so afferrare
      Che sento bene ma non so capire

      Ma forse non c'è nulla da afferrare
      E nulla da capire, se non cose
      Che vo cianciando, solo, da decenni
20   E che sto sempre qui a rimescolare
      In fondo prego chi si fa pregare
      Di darmi un po' di pace in questa vita;
      Signora, t'ho già vista troppo spesso
      Anche se m'hai sfiorato e sei fuggita.

["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Livorno, 1997-1998]


indietro