via della cappellina


Via della Cappellina, ore 1,52 della Notte
di
Riccardo Venturi


      Č notte sopra l'erba, su ogni grano
      D'asfalto, sulle stanghe rovinate
      Della panchina dove siedo; č notte
      Coi suoi rumori finti, col suo vento
5    Bizzarro di metā settembre.
      So bene d'ogni forma di silenzio,
      Ma vedo facce antiche oltre quei muri;
      Non date troppa noia a chi lavora,
      Domani č un altro giorno, un duro giorno.
10   Chissā chi c'č passato; rughe secche
      E spalle massacrate, e braccia stanche,
      Sorrisi ed urla, lotte e qualche amore.
      La Cappellina, giā, chissā cos'era,
      Un piccolo tempietto o il soprannome
15   D'una puttana dolce da operai;
      La storia č altrove, ma la sento, eppure
      La sento anche pių forte in questa mesta
      Piazzetta di Livorno stralunata
      Nel fritto scuro dei venti notturni;
20   La storia che č passata sopra il niente,
      Ma sopra il tutto umano e popolare,
      La storia che ancor passa con bandiere
      Che voglion sventolare in faccia a Dio.

["cosa" (o "bischerata" che dir si voglia) tratta da Livorno, 1997-1998]


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